Aspetto giustizia da:

La petizione al Parlamento

La scorsa estate ho inviato una petizione alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica per chiedere la modifica della legge sull’omicidio stradale.

La petizione è stata ricevuta alla Camera e assegnata alla Commissione Giustizia l’11 luglio 2025.

Al Senato della Repubblica invece è stata assegnata alla Commissione Giustizia il 16 luglio 2025

Nella petizione ho chiesto una cosa molto semplice: che la pena per omicidio stradale in caso di fuga del conducente sia aumentata e portata all’ergastolo.

Qualcuno potrebbe pensare che sia una esagerazione: ebbene, non lo è.

La legge sull’omicidio stradale fu approvata nel 2016 per rispondere a un problema che era evidente a tutti: fino a quel momento l’omicidio stradale veniva punito come omicidio colposo. La pena era così bassa che di fatto, tranne casi eccezionali, nessun finiva in galera.

La cosa era talmente risaputa che addirittura alcuni dicevano che il miglior modo per fare fuori qualcuno che ti stava antipatico era di tirarlo sotto con la macchina e fingere che fosse stato un incidente anziché un omicidio volontario. Te la cavavi senza fare un singolo giorno di galera.

Nel 2016 il Parlamento decide dunque di inasprire le pene con due nuovi articoli del codice penale fatti apposta per punire l’omicidio stradale.
Lo scopo era quello di dare una giusta pena per chi ammazza qualcuno non per un errore fortuito alla guida, ma per chi ammazza qualcuno come risultato di una guida irresponsabile.

Il principio legale è che se tu vieni abbagliato dal sole e non vedi un pedone è una cosa che può capitare. Ma se guidi quando sei particolarmente stanco, oppure dopo aver preso le pilloline magiche per dormire, oppure dopo aver assunto copiose quantità di alcool, allora non è più “un errore che può capitare”. Sei tu che ci hai messo del tuo per farlo capitare. La colpa è quindi grave, perché mettendoti alla guida in condizioni psicofisiche non ottimali sapevi che potevi causare un incidente mortale, ma hai deciso di correre questo rischio consapevolmente.

Ancor più grave è la colpa quando, dopo aver provocato un incidente, scappi.
Perché in questo caso non stai neanche prendendo, consapevolmente, il rischio di provocare un ipotetico incidente. In questo caso l’incidente l’hai già provocato. E sai benissimo che fuggire anziché chiamare i soccorsi sicuramente provocherà un danno. Perché se i soccorsi arrivano in ritardo sicuramente le condizioni dei feriti sarà peggiore: è deterministico. Non è qualcosa che “boh, forse, magari capita”. Sicuramente capita. Sicuramente le condizioni dei feriti peggiorano se non chiami i soccorsi e scappi.
Quando tu ti dài alla fuga sai già che stai provocando un danno, e lo fai intenzionalmente.

E quando provochi un danno intenzionalmente allora c’è un elemento chiarissimo di dolo.
La pena deve essere quindi altissima, deve essere punito il dolo.

La realtà però, in questi ultimi anni, si è rivelata ben diversa. Di fatto nessuno finisce in galera per omicidio stradale, se non in casi rarissimi. Nemmeno se dopo aver causato l’incidente scappa.
Di solito viene rintracciato dalle forze dell’ordine, ma una volta arrivati in giudizio le pene sono sempre talmente basse che non si arriva mai alla detenzione.
Sì, anche se uno scappa – quindi prende una la decisione intenzionale di causare un danno – non finisce in galera.

Questo per diversi motivi.

  1. I giudici tendono sempre a dare la pena minima.
    Purtroppo la discrezionalità dei giudici è ampia, e viene quasi sempre usata per dare la pena minima anziché quella massima. E questo avviene in tutta italia.
  2. Il sistema è progettato per tenere fuori la gente di galera quanto più possibile (altrimenti le prigioni scoppierebbero più di quanto non siano già sovraffollate).
    Anche partendo da una pena mediamente severa il sistema ti consente di ridurre la pena fino a livelli talmente bassi per cui non è prevista la detenzione.

    Ad esempio, partiamo da una pena di 8 anni. L’imputato opta per il rito abbreviato e scatta già 1/3 di sconto, scendiamo a 5 anni e 4 mesi. L’assicurazione propone di pagare due spiccioli ai parenti e se questi accettano il pagamento come completo l’imputato si prende l’attenuante comune per aver risarcito il danno (anche se non l’ha risarcito lui ma l’assicurazione). Quindi riceve un ulteriore 1/3 di sconto: scendiamo a 3 anni e 6 mesi. A questo punto di solito danno sempre una generica (l’attenuante generica non si nega a nessuno) per far scendere la pena sotto i 3 anni così che la pena sia sospesa.
    Ma anche senza la generica al condannato basta non fare appello e automaticamente riceve 1/6 di sconto ulteriore perché non fa appello. Scendiamo a 2 anni e 11 mesi. Siamo sotto ai tre anni e la pena è sospesa.

    Da una pena che sembrava mediamente adeguata di 8 anni siamo scesi in un battito d’ala a 2 anni e 11 mesi che significa zero giorni di galera.
    Se pure resta sopra i 3 anni ma sotto i 4 gli danno di certo i servizi sociali, non li mettono in galera.
    E ad ogni modo cercheranno di fare di tutto per farlo stare sotto i 3 anni per evitare di mandarlo in galera.
    Se non si trova un’attenuante comune perché non c’è stato il risarcimento gli daranno una generica piena per dargli 1/3 di sconto almeno per quella. Invece di partire da 8 anni partiranno da 6…
  3. L’omicidio stradale continua a essere percepito come qualcosa di colposo, qualcosa che “può capitare, non l’ha fatto apposta”, quando invece ci sono numerosi casi in cui sì, l’ha fatto apposta: ad esempio, se uno guida ubriaco l’ha fatto apposta a guidare senza essere lucido. Se uno guida sotto l’effetto di spostanze psicoalteranti l’ha fatto apposta. Se non chiama i soccorsi e scappa, l’ha fatto apposta a scappare.
    Chi prende prende una decisione del genere sa che corre il rischio concreto di provocare la morte altrui. E a quel punto c’è il dolo.

La legge del 2016 sull’omicidio stradale è fallita perché voleva mettere delle pene severe per comportamenti gravissimi come la fuga del conducente, ma non ha tenuto in considerazione che la legge si incastona in un sistema di sconti di pena che fa di tutto per tenere la gente fuori dal carcere.
Tu puoi anche scrivere nella legge che una persona va in galera minimo 5 anni se scappa ma nella realtà quei 5 anni molti di meno per via di sconti e sconticini.

Quando scrivi una legge devi quindi considerare che la pena che metti in quella legge sarà ridotta, nella vita reale, almeno della metà. Spesso anche di più.
Se vuoi dunque una pena veramente incisiva devi aumentare la pena di partenza.

Uno dei metodi più ovvi è quello di rimuovere lo sconto di pena per rito abbreviato. Per questo ho chiesto al Parlamento di chiedere la modifica del codice penale in modo che in caso di omicidio stradale con fuga del conducente la pena sia l’ergastolo. Perché quando la pena è l’ergastolo non è possibile fare il rito abbreviato.

Mi si dirà che così però ci rimette anche lo Stato. Sì, perché il rito abbreviato non è solo a vantaggio dell’imputato che riceve 1/3 di sconto di pena ma serve anche allo Stato perché così fa meno udienze, chiude subito il processo e diminuisce il carico di lavoro sulla macchina della giustizia.

E questo è sicuramente vero: c’è il vantaggio per l’imputato e il vantaggio per lo Stato.
E la vittima?
Quale sarebbe il vantaggio per la vittima?
L’unico effetto per la vittima è che riceve meno giustizia, in cambio di niente.

Peraltro, faccio notare che nei casi di omicidio stradale le dinamiche sono quasi sempre molto chiare. Una volta che vengono acquisite le perizie quello che è successo è di solito molto chiaro. Uno può contestare al massimo qualche dettaglio e chiedere una nuova perizia, ma solitamente non c’è tanto da girarci attorno. Una volta che arrivi in giudizio la situazione è già chiara. Quindi non è che senza rito abbreviato devi fare un processo con mille mila udienze. Tolti i casi particolari in cui la ricostruzione dei fatti è contestata e le prove sono deboli, il processo per omicidio stradale è già di suo breve. Concedere il rito abbreviato è di fatto regalare 1/3 di sconto di pena gratis, in cambio di quasi nulla.

Non volete mettere l’ergastolo perché vi sembra eccessivo? Fate una modifica al codice penale in cui stabilite che per l’omicidio stradale con fuga del conducente non si applica il rito abbreviato.
Oppure che la pena minima è 21 anni, come per l’omicidio volontario, perché c’è volontà di scappare.
E poi se pure gli togli 1/3 di quà per il rito abbreviato, 1/3 di là per una attenuante comune e 1/6 alla fine comunque rimangono 7 anni e 9 mesi. Per avere una pena anche solo di 8 anni circa comunque bisogna partire da 21.

Si potrebbe evitare tutto questo se nei processi venissero date già pene elevate, ma siccome nella stragrande maggioranza dei casi si sta sempre sul minimo, una volta che conti gli sconti di pena, alla fine rimane una pena talmente bassa che non porta mai alla detenzione.

A questo punto, conoscendo che nella pratica si orientano sempre a pene basse basta alzare la pena così che ogni riduzione porti a una pena decente.

Se quindi pensate che sia una provocazione quella di chiedere l’ergastono no, non lo è. Semplicemente è quello che siamo ridotti a chiedere per ottenere pene rispettose delle vittime.

Rispettose.